Buongiorno a tutti,

Avrei bisogno del vostro aiuto per capire le regolamentazioni che ci sono in questo paese. Ho letto che per aprire un centro benessere bisogna avere un diploma di estetista. E’ vero?
E nel caso volessi aprire un centro di discipline bionaturali (shiatsu, yoga, reflessologia plantare...), bisogna anche lì avere un diploma di estetista? Mi sembrerebbe assurdo, ma non riesco a reperire informazioni chiare.
Invece, per aprire un centro di massaggi (hot stone, ayurvedico, etc, etc.), ci vuole anche il diploma di estetista ?
Ve lo chiedo perché vorrei capire cosa noi, che pratichiamo attività bionaturali, possiamo aprire una volta vogliamo mettersi in proprio.
Grazie tante.

Stephy

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Risposte a questa discussione

Cara amica in teoria si.
Purtroppo
tutto ciò che tocca al corpo umano, da svestito, necessita di una formazione riconosciuta e ufficiale con basi di anatomia.
Lo shiatzu, l'ayurveda e la riflessologia non sono ancora riconosciute UFFICIALMENTE IN ITALIA.
Ci sono diversi escamotage tra cui:
formazioni (più o meno fattizie) di personal trainer
o aprire un'associazione aperta ai soci
mai nominare il termine massaggi ma
trattamenti
Io sono counselor ed è un'altra disciplina maledetta...vista che anche questa non è riconosciuta in Italia, diamo fastidio all'ordine degli psicologi.
Io sono iscritta alla SICOOL e al CONACREIS, che per quanto alla fine non portino gran che di praticamente utile, per ora, sono però organismi, associazioni che si battono da anni per questi riconoscimenti e ti possono essere d'aiuto
Li trovi su internet
Buon lavoro e coraggio
Marga
www.zenliveart.com
La mia situazione è questa: ho aperto P.Iva, iscritta alla gestione separata dell'Inps, ho preso in affitto un locale con vetrina fronte strada...insomma tutto in regola. Voglio uscire dall'anonimato. Voglio che lo shiatsu diventi fonte per la mia vita, sia fonte "energetica" che finanziaria, non meno importante.
Un amico che lavora in comune mi documenta sulla pratica per mettere la scritta sul vetro e mi chiede se mi sono informata per l'autorizzazione. Autorizzazione? Cado dal pero!!! Sento l'ufficio attività produttive e nella città dove risiedo, Ferrara, il regolamento comunale individua due figure che possono chiedere l'autorizzazione ad aprire un'attività aperta al pubblico: le estetiste (all'interno della cui specifica hanno inserito lo shiatsu) e il massaggio terapeutico:

c) l’attività di estetista, cioè quella inerente le prestazioni ed i trattamenti indicati dall'art. 1
della legge n. 1 del 1990, ivi compresi i centri per l'abbronzatura o “solarium”, la sauna, la
ginnastica estetica, il massaggio estetico, anche con le metodiche definite “massaggio
shiatsu”, il disegno epidermico o trucco semipermanente.

Cosa vuol dire quel anche?Quindi....o sei estetista, e non lo sono, o sei fisioterapista, e non lo sono. Vedete altre alternative???
A costo di rimetterci dei soldi, sicuramente in quanto ho già preso in affitto il locale, vado a "rompere" in tutti gli uffici.
Mi dice l'impiegata: ma alla CCIAA si è iscritta?
No, perchè non ho l'obbligo.
Allora non le rilasciano l'autorizzazione.
Ma come faccio ad iscrivermi se non c'è un Albo degli operatori shiatsu. Non dovreste neanche aprire la P.Iva se non è disciplinata questa attività.
Ma è la CCIAA che attesta l'idoneità e la qualifica per poter operare.
Giuro che non mollo
Pazzesco!! Certo che non devi mollare!! L'estetista non c'entra niente con lo shiatsu!!

Gli operatori del benessere e gli operatori Shiatsu sono lavoratori autonomi e non aziende, quindi NON è richiesta l'iscrizione alla C.C.I.A.A.

Fallo presente.. alla fis (federazione nazionale shiatsu) o all'apos (Associazione operatori shiatsu) o al Apodib (associazione professionale operatori discipline bionaturali)

magari loro sapranno darti qualche consiglio in più..
Ecco, pazzesco è l'aggettivo giusto! Comunque su tuo consiglio ho scritto alla Fis e all'Apos ed entrambe le associazioni mi hanno risposto subito. Forte di questa loro risposta ho ricominciato ad organizzarmi il locale ma ho sempre quel tarlo nell'orecchio che non mi fa stare tranquilla al 100%. Come dicevo appunto nel regolamento comunale hanno inserito...anche con le metodiche definite "massaggio shiatsu" vedi sotto

c) l’attività di estetista, cioè quella inerente le prestazioni ed i trattamenti indicati dall'art. 1
della legge n. 1 del 1990, ivi compresi i centri per l'abbronzatura o “solarium”, la sauna, la
ginnastica estetica, il massaggio estetico, anche con le metodiche definite “massaggio
shiatsu”
, il disegno epidermico o trucco semipermanente.

Ho pensato comunque di entrarci lasciandolo inizialmente anonimo, senza scritta sulla vetrina e riferimenti allo shiatsu. Dovrò prima o poi chiedere al comune di pagare la tassa dei rifiuti (certo che, dover chiedere di pagare....:-/ ) ed allorra sarò soggetta a controllo?
Aver preso un locale negozio per rendere pubblico e divulgare lo shiatsu e poi non poterlo pubblicizzare come vorresti altrimenti potresti essere oggetto di controllo da parte del comune, è un vero controsenso x non dire altro.

Sto anche aspettando di parlare con il Sindaco.....chissà
Nessuno di voi ha avuto un'esperienza simile?
ciao teresa,
scusami ma cosa ti hanno risposto le associazioni fis, apos e dbn ??
Ciao,
amici vi info sulle mie ultime novità.. domande fatte al mio commercialista Biagio Notario, è anche il commercialista dell'A.P.O.S. e D.B.N... www.notario.it - www.shiatsuapos.com
DOMANDE:
1. quali siano le normative per aprire un centro benessere, o semplicemente uno studio;
2. le asl, un pò ovunque non solo da me in puglia, ho notato che non sanno molto.. e sono poche le info che ti rilasciano..
quando sono andata a parlare con loro mi hanno detto: destinazione d'uso commerciale, non è necessario il bagno per disabili a patto che io non faccia trattamenti a disabili.. quindi meglio farlo.. ma non mi hanno dato nessuna metratura per il bagno, quando so che c'è una metratura, come per il resto solo per il soffitto 3 metri;
3. se si può avere uno studio in una stanza della propria casa, ovviamente avendo sempre p.iva, questo ho evitato di chiederlo alla asl;
4. se un operatore in dbn può eseguire trattemanti prettamente olistici rilassanti e non massaggi (che comunque usano olii sulla pelle del cliente)..(operatore che non ha frequentato scuola di estetista, ma semplicemente un corso di massaggio, quindi è un operatore shiatsu piuttosto che yoga, reiki, ecc), perchè si dice che il massaggio è a solo uso dell'estetista, del massofisioterapista, fisioterapista, insomma tutti tranne noi;
5. se un operatore in dbn può fare agopuntura al cliente, perchè si dice che solo i medici possono farlo;
6. idem per la moxa al cliente;
se non si possono fare, come mai ci sono ancora tante associazioni che ti fanno fare corsi di massaggio (anche linfodrenante, lomi lomi, ecc. tutti massaggi che eseguono in scuole di estetica), poi agopuntura, moxa.. noi allievi paghiamo per dei corsi che ci rilasciano un attestato "fasullo"..
7. insomma cosa si può fare e non fare per mettersi in proprio?

RISPOSTE:
1) Aprire un centro benessere è una cosa un po' complicata perché dipende dalla normativa regionale e l'ASL (che non sa molto di shiatsu e dbn) chiede di applicare sicuramente una normativa molto rigida. Se nel centro benessere c'è un rischio per la pelle vuole la presenza di un'estetista, se c'è un rischio per la salute vuole la presenza di un medico. Meglio aprire uno studio professionale per trattamenti shiatsu che per il momento è svincolato da tutto, l'importante che i locali siano agibili.

2) Se vuoi aprire uno studio in un locale commerciale, questo deve avere un bagno, impianto elettrico a norma (con certificazione), impianto idraulico a norma. Se c'è una caldaia per il riscaldamento (dev'essere a norma e con libretto di manutenzione). Attenzione che un professionista in regime dei minimi non può spendere più di 15.000 in un triennio per acquisto di beni strumentali e affitto negozio. Se supera questo limite perde il diritto ad usufruire del regime dei minimi.

3) Considerando che ci sono parecchi avvocati che hanno casa - studio, direi che possono farlo anche gli operatori shiatsu

4) Purtroppo, non essendoci una legge per lo shiatsu e per le dbn, ci sono le difficoltà che tu mi hai evidenziato. Le altre figure professionali hanno una legge, voi no. Questo porta gli enti, che devono autorizzare o controllare, a collocare l'attività di massaggio in un profilo conosciuto. In realtà bisognerebbe distinguere il massaggio in tre categorie: 1) per un beneficio estetico 2) come cura per una patologia 3) per semplice relax. Voi rientrereste nel gruppo 3 però è evidente che, in assenza di legge, le estetiste rivendicano per loro il massaggio quando questo ha effetti benefici sulla pelle, non importa se lo stesso massaggio rilassa.

5) Non mi risulta che un operatore possa fare agopuntura. Prova a fare una ricerca sul sito del ministero della sanità. Se l'agopuntura rientra tra le attività riservate ai medici perché cura patologie, nessuno può praticarlo. Forse mi sbaglio, forse !!!! (non sono un esperto in attività medica).

6) Bisogna fare una distinzione. Tutti i corsi shiatsu o dbn non hanno valore legale, nel senso che la legge non ne riconosce una validità giuridica. Quindi, i corsi con conseguente attestazione hanno la funzione di attestare la preparazione del soggetto ad una determinata attività, attestano nei confronti del cliente un certo livello di specializzazione (anche per il prestigio dell'organizzazione che ha rilasciato il diploma), dimostrano una certa serietà in caso di controllo. Però, finché non ci sarà chiarezza attraverso una legge, tutto questo continuerà ad essere poco spendibile. Qui è lo Stato ad essere latitante. Per imparare è giusto frequentare i corsi (seri), non è serio praticare shiatsu solo per aver comprato un manuale in libreria. Altro esempio, io posso iscrivermi ad una università privata di medicina, facoltà non riconosciuta, e conseguire la laurea, questo non è vietato. Però non potrò esercitare la professione di medico visto che serve un titolo rilasciato da una università 'riconosciuta'. Ritornando al punto 5, se esiste una specializzazione medica in agopuntura, è molto rischioso praticarla al di fuori dell'ambito medico.

7) Allo stato attuale, in assenza di una legge, lo shiatsu e le dbn posso essere praticate liberamente, a patto di non invadere il campo altrui. A volte la semplice terminologia ci complica la vita. Mai parlare di massaggio, meglio usare la parola trattamento. E' notizia di questi giorni che APOS si muoverà con una serie di iniziative per cercare di risolvere questo problema. E' importante avere un'associazione professionale alle spalle che rappresenta migliaia di iscritti, perché chiaramente ogni azione fatta da questa ha un certo peso. Penso sia giusto essere associati ad organizzazioni serie come APOS e fare corsi in scuole serie. Capisco che nel settore ci siano anche molti ciarlatani, per questo tutti gli operatori dovrebbero fare uno sforzo comune e fare chiarezza o pulizia, isolando le organizzazioni che rovinano il mercato.

Una cosa importante: mai fidarsi delle chiacchiere in giro, o contenute in siti internet dove ognuno può scrivere qualsiasi sciocchezza. Meglio appoggiarsi a canali di una certa affidabilità (APOS, riviste specializzate, ecc.) che per avendo posizioni soggettive, a volte contrastanti, stimolano il confronto in maniera seria.

Biagio

ciao a tutti!. ..io sono un estetista con la quqlifica biennale non con la qualificazione..quindi non posso aprire un centro estetico...ma non m interessa naenche, ora mi chiedo....vistop che sono estetista ma a metà...e non ho invece delle qualifi che da massaggiatrice ...posso aprire secondo voi un centro massaggi?..sono di genova..il comm dice che per la camera del commercio , imps, agenzie delle entrate , purchè svolga solo il rex...si..ma per la regione , comune asl ...no...insomma che mi consigliate? io però ho bisogno di aprire velocemente...e se mentre apro nel frattempo studiassi l ultimo anno d estetica ?:-(

e il locale..(che tra l altro ho già trovatop..) quali normative dovrebbe avere ???? grazie in anticipo a chi vorrà rispondermi!!!

Ecco le informazioni chiare che tu cerchi!

 

Costituzione e Codice Civile

Ecco gli articoli della Costituzione della Repubblica Italiana e del Codice Civile che garantiscono ai naturopati il pieno diritto di operare professionalmente.

Costituzione

ART. 4 - La Repubblica riconosce a tutti il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere , secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale e spirituale della società.

ART. 35 - La repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni…

ART. 41 - L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale, o in modo di recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana…

Codice Civile

Libro Quinto, Del Lavoro, ART. 2060 - Il lavoro è tutelato in tutte le sue forme organizzative ed esecutive, intellettuali, tecniche e manuali.

E’ quindi assunto fondamentale della Costituzione e del Codice Civile la tutela del lavoro in TUTTE LE SUE FORME. Non è necessario un “riconoscimento” ufficiale perchè un lavoro, anche se non regolato da norme, possa entrare a far parte delle attività lavorative, a patto che esso non crei danno e che contribuisca al concorso delle spese pubbliche.

Ciò è stato ulteriormente chiarito dal T.A.R. Veneto sez. I, 15 febbraio 1993, n. 213: “in base a una lettura coordinata degli art. 33 e 41 comma 1 Cost. e 2229 c.c. l’esercizio di professioni per cui la legge non abbia istituito un apposito albo (e dunque un esame di abilitazione), è, in linea di principio libero, dovendo l’esame di Stato ritenersi necessario solo per l’accesso a quelle professioni le quali, per essere già stato istituito un apposito albo professionale, sono da considerare “protette”.

A questo proposito, il CNEL (Consiglio Nazionale dell’Economia e Lavoro) si è espresso così: “affinché si identifichi una professione, non è necessario che questa abbia un riconoscimento pubblico, ma quei requisiti che ormai rappresentano il quadro di riferimento internazionale: un sapere dai confini definiti, un sistema di formazione e di controllo della qualità, un corpus di norme etiche, funzioni orientate al cliente”.

E’ solo quando la Naturopatia si suppone abbia i connotati tipici di altre professioni che si corre il rischio di contravvenire all’articolo 348 del Codice Penale (“Esercizio abusivo della professioni protette”, per le quali è richiesta la speciale abilitazione dello stato), meglio specificato, per quello che riguarda la professione medica, dalla Cass. Pen., sez.II, 5385/95: “In relazione alla professione medica, che si estrinseca nell’individuare e diagnosticare le malattie, nel prescriverne la cura, somministrare i rimedi anche se diversi da quelli ordinariamente praticati, commette il reato d’esercizio abusivo della professione chiunque esprima giudizi diagnostici e consigli e appresti le cure al malato“.

Su tale articolo si è espressa anche la Corte di Cassazione Penale sez. VI, 22 aprile 1997, n. 5672: “l’art. 348 c.p. che prevede il reato di abusivo esercizio di una professione, è una norma penale in bianco, che presuppone l’esistenza di norme giuridiche diverse, qualificanti una determinata attività professionale, le quali prescrivono una speciale abilitazione dello Stato ed impongono l’iscrizione in uno specifico albo, in tal modo configurando le cosiddette professioni protette. Pertanto l’eventuale lacuna normativa non può essere colmata dal giudice con norme generali ed astratte”.

Chi pratica la naturopatia non può quindi esprimere o attuare giudizi diagnostici o terapeutici, ma deve rimanere nell’ambito proprio della sua professione, che, di per sé, non costituisce esercizio abusivo della professione medica.

In conclusione, la professione di naturopata è pienamente consentita e addirittura tutelata dalla Stato, fatta salva l’astensione da atti riservati dalla legge in via esclusiva ad altre figure.

 

 

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