Quante ore bisogna lavorare al giorno? Molto meno di quanto siamo abituati

Da : ShenPlanet Italia

Quante ore bisogna lavorare al giorno per essere produttivi?

Questa grande domanda aleggia spesso negli ambienti di lavoro. Sia dal lato manageriale, sia da quello dell’impiegato spesso vessato da regole e orari asfissianti. Eppure nonostante l’idea diffusa che i migliori lavoratori, cioè quelli più produttivi, siano quelli che lasciano per ultimi l’ufficio, per essere efficienti al lavoro bastano 4 ore al giorno. Questa è la misura del buon lavoratore secondo una recente ricerca proveniente dagli USA riportata dal magazine Cosmopolitan Francia.

 

Quante ore bisogna lavorare per essere produttivi? La ricerca

Il ricercatore americano Alex Soojung Kim Pang ha pubblicato in un libro il risultato dei suoi studi recenti, rilevati in particolare nella Silicon Valley. Proprio il luogo delle nuove professioni per antonomasia. Per lui la situazione è molto chiara: si lavorano troppe ore. Ci sarebbe infatti soltanto una sottile correlazione tra il tempo trascorso al lavoro e il risultato ottenuto.

Lo scienziato prende come esempio le abitudini dello scrittore Charles Dickens e del naturalista Charles Darwin. Non avrebbero lavorato più di 4 ore al giorno e tuttavia avrebbero davvero compiuto grandi cose.

Darwin ha lavorato intensamente per tre sessioni di 90 minuti al giorno. Il resto della sua giornata è stato speso lettura, pisolini e passeggiate. Dickens cominciava a lavorare alle 9 del mattino e dopo una pausa pranzo smetteva alle 14.

 

Quante ore lavorare?

Infatti, sostiene lo studioso, quando la giornata di lavoro cresce, la produttività diminuisce. Quindi in teoria si è più produttivi nelle prime ore della giornata e meno nelle successive, man mano che crescono le ore e la fatica si fa sentire. In questo spazio di tempo infatti tenderemmo a occupare la scrivania senza un reale beneficio nei confronti della produttività.

Questo circolo virtuoso dovrebbe invece essere attuato in tutte le società. E la ricerca farebbe presagire che dove i giorni di lavoro sono brevi, i dipendenti sono più efficienti.

Sul tasso di produttività nell’azienda pesano anche altri fattori. La lunghezza della pausa pranzo, e il trovare lo spazio per attività all’aria aperta. Per questo sembra che nel solco dell’esempio di grandi aziende come Google, il welfare aziendale sia una politica sociale da mettere al primo posto e non all’ultimo per guardare tutti insieme a un futuro lavorativamente meno stressante.